Oculoplastica

 La chirurgia oculoplastica (od oftalmoplastica) è una branca dell’oculistica specializzata nella chirurgia plastica delle palpebre, l’orbita, le vie lacrimali e la porzione di viso attorno agli occhi.
Questa chirurgia è indicata in caso di anomalie e patologie di tipo infiammatorio, involutivo, degenerativo e neoplastico delle palpebre o dei tessuti circostanti, comprese anomalie di posizione e struttura ed è mirata a mantenere, recuperare o migliorarne la funzionalità e l’aspetto. In questi casi è opportuno che il chirurgo che interviene conosca perfettamente l’anatomia e la fisiopatologia oculare per garantire una terapia che deve avere come obiettivo principale quello di preservare l’occhio. D’altro canto, poiché spesso ci si trova di fronte a patologie di confine, lo specialista  oculista che si occupa di tale chirurgia deve avere anche approfondite conoscenze di chirurgia maxillo-facciale, neurochirurgia, dermochirurgia, ecc, Basti ricordare a questo proposito che la regione oculo-palpebrale viene colpita anche da patologie sistemiche come l’ipertiroidismo o in corso di paralisi del nervo facciale

Le patologie palpebrali di competenza oculoplastica sono quelle congenite come la ptosi, le malformazioni, le malposizioni, le patologie involutive quali l’entropion, l’ectropion e la ptosi. La ptosi o abbassamento della palpebra superiore è una patologia frequente dovuta a un deficit del muscolo elevatore della palpebra. Si tratta di una patologia importante perché spesso è presente alla nascita o compare in età infantile. In questi casi l’anomalia palpebrale rappresenta un’urgenza poichè se la palpebra copre l’asse pupillare l’occhio non svilupperà mai una normale funzione visiva (ambliopia).  In tali casisi deve operare prima possibile con un intervento provvisorio, che andrà ripetuto verso i 4 anni. Se invece l’asse pupillare non è coinvolto si può programmare l’intervento correttivo (funzionale ed estetico)verso i quattro anni.
I chirurghi oculoplastici effettuano anche interventi estetici sulle palpebre, sopracciglio e la regione malare (zigomo) ed anche in questo caso bisogna sempre rispettare la funzione palpebrale. La principale funzione delle palpebre infatti è quella di coprire e proteggere gli occhi ed ancora troppo spesso si vedono complicanze legate a blefaroplastiche troppo aggressive, eseguite da chirurghi che non hanno suffienti conoscenze in campo oculistico.

Certo, lo sguardo è quello che più conta in un viso. La richiesta di ringiovanire lo sguardo è sempre più frequente. Un chirurgo accorto deve escludere altre patologie e avere un quadro approfondito dello stato oculare del paziente prima di intervenire per migliorare l’estetica. Non dobbiamo dimenticarci che le palpebre assolvono la funzione di proteggere l’occhio e garantire una corretta lubrificazione.
Eliminare troppa cute è un errore, l’occhio ne risente pesantemente con rischi infettivi e di cheratiti che possono causare problemi anche gravi alla vista. Nel caso della palpebra inferiore, ad esempio, un intervento troppo radicale causa una trazione all’esterno del puntino lacrimale che non pesca più le lacrime (cosiddetto ectropion) che provoca una lacrimazione continua.

È’ vero, sempre più spesso ci viene chiesto di essere belli, ma pe ottenere questo non dobbiamo mettere a repentaglio la salute dei nostri occhi

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